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Ettore Fenderl

CENNI BIOGRAFICI DELL’ILLUSTRE CITTADINO VITTORIESE

ETTORE FENDERL

Le presenti notizie sulla vita dell’ing.Ettore Fenderl sono state redatte in forma sintetica sulle indicazioni emerse in alcuni documenti ritrovati presso l’abitazione dell’illustre cittadino Vittoriese ed in particolare nell’autobiografia contenuta nella ‘’Comparsa aggiunta per Fenderl Ing. Cav. Uff. Ettore contro il Governatorato di Roma – R. Tribunale Civile di Roma’’ Roma 1934, riguardante un’annosa controversia giudiziaria su un edificio fatto costruire a Roma dall’Ing. Fenderl.
Significativo è stato anche l’apporto di alcuni documenti e annotazioni riportati in ‘’Storie di piccole e grandi miracoli’’, breve opuscolo scritto e pubblicato dall’Ing. Fenderl nel 1960 a memoria di alcune sue opere ed invenzioni.
In entrambi gli scritti ‘’autobiografici’’ non emergono particolari note sulla sua vita privata, piuttosto puntuali elencazioni delle sue invenzioni ed opere a volte accompagnate da prove documentali.
Il primo documento autobiografico risente della necessità dell’autore di difendersi dalle accuse probabilmente attribuitegli di scarsa italianità e quindi affronta maggiormente i fatti e i rapporti avvenuti con lo Stato italiano e con l’amministrazione Austriaca; il secondo, scritto all’età di 99 anni, ha carattere autocelebrativo ed è una presentazione della tomba fatta costruire nel cimitero di Sant’Andrea a Vittorio Veneto nel 1952.

Ettore Fenderl nasce cittadino austriaco a Trieste il 12 febbraio 1862 (Passaporto del 1887). La città in quegli anni è sotto il dominio austriaco. Suo zio Francesco Hermet è vice-podestà a Trieste ed è il capo del partito irredentista. Un altro suo zio l’avvocato e poi onorevole Andrea Molinari è capo del partito irredentista a Milano.
Nel 1881 è a Vienna per gli studi superiori al Politecnico e fonda con altri studenti il Circolo Accademico Italiano con scopi irredentisti. Lo stesso Fenderl ricorda l’esemplare attività dell’irredentista Guglielmo Oberdan, disertore dell’esercito austriaco e condannato a morte nel 1882 a Trieste per aver complottato contro l’Imperatore Francesco Giuseppe.
Consegue il diploma di ingegneria a Vienna e di ingegnere civile il 6 settembre 1888 al Politecnico di Milano.

Ettore Fenderl si attribuisce la celebre invenzione dei coriandoli di carta nel 1876 all’età di quattordici anni quando ancora abitava a Trieste. Il breve racconto sull’invenzione, narrato dallo stesso Fenderl, è stato peraltro registrato e trasmesso via radio il 4 marzo 1957 nella trasmissione ‘’Radio per le scuole’’ a cura della RAI. Riportiamo il passo saliente di quell’intervista: ‘’Come ho fatto l’invenzione dei Coriandoli di Carta è il semplice, come semplicissima è l’invenzione stessa. Nel 1876 avevo 14 anni, ero molto precoce, di carnevale volevo fare il <<bulo>> colle ragazzine; ma non avevo danaro per comperare i confetti di gesso allora in uso. E così mi venne l’idea di prendere carte colorate, farne strisce, e tagliarle colla forbice a triangoli. Mise questi in uno <<scartozzo>> , andai sul pergolo del mio sarto al Corso di Trieste, e li gettai giù sulla folla.
Il primo successo è stato disastroso: rimbotti e gridi delle ragazze coi coriandoli nei capelli, cosicchè venne su una guardia a mettermi in contravvenzione e a sequestrarmi tutto. (Interloquio dell’intervistatore: ‘’E le fece pagare una multa?’’) No, multa no; soltanto il sequestro dello ‘’scartozzo’’ coi coriandoli. (Interloquio dell’intervistatore poiché mancava il nastro: ‘’Vorrebbe concludere con una frase che risalti?’’).
<< Sono superbo di questa piccola invenzione quando penso alla sua immensa espansione per il divertimento di tanti ed ai centimetri di spessore di coriandoli, che si devono spazzare al Braadway ogni volta che si festeggia un grande personaggio>>. (Storie di piccoli e grandi miracoli, 1960)

L’ingegnere Fenderl dal 25/05/1889 al 30/06/1890 presta servizio per conto della Regia Marina presso il Genio militare di Sassari. Nel 1891 redige e presenta al Ministero dell’Agricoltura una ‘’Monografia sulla Colonizzazione Interna della Sardegna’’. Durante il periodo di servizio presso il genio militare compie alcune ispezioni alla tenuta Garibaldi a Caprera e presenta una proposta di manutenzione della casa e della tomba di Garibaldi.

Nel 1900 l’ingegnere Fenderl è a Vienna, dove pubblica un breve opuscolo dal titolo ‘’Hauptmomente Acetylen und Carbid Industrie’’ (Ciò che più interessa nell’industria dell’acetilene e del carburo). Il ritorno in Austria si rende necessario per la ‘’letale malattia della madre’’ Rosina Dolci (Comparsa aggiunta.. pag.7)
L’ing. Ettore Fenderl è già sposato ed ha anche un figlio e fonda a Vienna uno studio di Ingegneria Civile e alcune ‘’ditte industriali per lo sfruttamento delle sue invenzioni brevettate (Comparsa aggiunta… pag. 7).
Il brevetto per la costruzione di un tipo di centrale per la produzione dell’acetilene è stato infatti ritrovato e porta la data del 5/6/1898.
Vengono costruite una dozzina di centrali di acetilene, in Austria a Zinkau, Poechlarn, GriesKirchen e in Russia a Alexandrovo, ligovo, Alexandrofskaia.
Nel 1906 progetta il palazzo del Ministero della Marina (Marine Hof).
Nel 1907 idea e progetta una fabbrica di munizioni in Siberia.
E’ del 1909 il progetto per la Regolazione della città interna di Vienna, per il quale tiene conferenze sui problemi della metropolitana e del traffico urbanistico di Vienna.
Dal 1 gennaio 1905 fu uno dei primi otto Giudici di Pace della Magistratura istituita in Austria.

Nel 1915 fu ingegnere autorizzato, nuova istituzione austriaca del 1915, ‘’una specie di Notaio Tecnico’’ come scrive lo stesso Fenderl. Fu anche inserito in quegli anni nella lista per l’elezione a Consigliere Comunale di Vienna.
Come risulta da documentazioni di progetto sono dell’ingegnere Fenderl alcuni tracciati ferroviari di montagna (Eben-Gasthofalpe-St.Michael nei Tauri in Austria e Zavidovic-Studena Gora in Bosnia). Fenderl porta a prova dei 130 Km. di tracciato ferroviario l’attestato del 30/05/1914 a cura dell’Isp. Gen. Ferrovie Austriache.

Gli studi condotti nel campo delle applicazioni della radioattività dei quali Fenderl fece sempre ampio sfoggio, hanno sicuramente inizio prima del 1912. Infatti i brevetti riguardanti l’applicazione delle radiazioni nel settore delle strumentazioni ottiche, utili peraltro nella navigazione dei mezzi aeronautici e militari, sono del 1912 e del 1915 (Pat. Germ. 30/08/1912, Pat. Austria 27/08/1915).
Sembra come scrive il Fenderl che le sue invenzioni furono copiate in almeno tre stati: Austria, Germania e Stati Uniti d’America e che lo stesso Fenderl fu risarcito dei danni con una partita di Radio. Infatti nella citazione per sequestro giudiziario del Tribunale civile di Roma del 05/02/1920 si legge:
‘’L’ing. Ettore Fenderl – noto studioso di radiologia ed inventore di speciali applicazioni scientifiche, terapeutiche ed industriali del Radio – chiese, dopo varie precedenti pratiche, con istanza 13 Marzo 1919 al nostro Ministero degli Esteri l’intervento del Governo Italiano onde ottenere del Governo Austriaco la consegna di 800 milligrammi circa di Radio, la cui esistenza era soltanto a lui nota per informazioni confidenziali avute durante la sua permanenza in Austria.
Espose l’Ing. Fenderl, com’egli nato a Trieste, aveva subito durante la guerra gravi danni e persecuzioni da parte del Governo Austriaco, il quale con ogni mezzo cercò di impedirgli l’esercizio della sua industria, negandogli la vendita di Radio-Elemento, e fruttando e facendo sfruttare abusivamente anche dalla Germania il suo Brevetto, riguardante importantissime applicazioni industriali del Radio.’’
Fenderl a seguito della stretta sorveglianza a cui fu sottoposto a Vienna ‘’con intralcio quasi completo della sua professione’’ (Comparsa aggiunta…. pag. 13) alla fine della 1a Guerra Mondiale ritorna in Italia a Roma con l’intento di sfruttare le sue invenzioni e sicuramente uno dei primi passi eseguiti fu proprio l’acquisizione del Radio in suo possesso che donò allo Stato Italiano.
Fenderl si fregiò ampiamente di aver contribuito in modo decisivo alla nascita dell’Istituto Statale di Radioattività Italiano con la preziosa partita di Radio regalata, della quale peraltro ne ostentò il valore commerciale (al 1919 lire 1.048.000).
A proposito di quella donazione Fenderl scrive nel suo ‘’Storie di piccoli e grandi miracoli, 1960’’:
‘’Appresi poi che effettivamente era stato costituito –per economia, in scala minore, - nel 1927 in via Panisperna un Laboratorio-Scuola per studi e ricerche radioattive, annesso all’Istituto Fisico della Università, lo stesso cui era stato affidato nel 1920 il mio Radium, che usava distribuendone l’Emanazione in aghi di vetro agli ospedali.
E’ in questa scuola che il giovane Enrico Fermi insegnò ad una cerchia di studenti e scoprì la disintegrazione artificiale dell’atomo…’’.

Non vi è dubbio che Fenderl univa le spiccate capacità inventive e tecniche a quelle per l’esercizio negli affari e godeva sicuramente di buoni appoggi politici che sembra sfruttare al meglio. Tuttavia la Società Fenderlux ‘’ fondata col concorso dei più illustri industriali d’Italia’’, e che si interessava della ‘’radiumizzazione di piatrine diastimometriche per cannocchiali, mirini, inclinometri, lenti per leggere all’oscuro’’ (Storie di piccoli e grandi miracoli ) non ebbe grande fortuna, secondo Fenderl per la contrazione delle spese militari. Tuttavia il dirigibile Roma nel 1920 fu dotato delle apparecchiature della Fenderlux, così come una certa quantità di squadriglie di aeroplani dell’aeronautica Militare Italiana.
Per la sua attività l’ing. Ettore Fenderl fu ricevuto in udienza privata dal Re il 24/07/1920 e dal Papa Pio XII il 26/11/1920.
L’ing. Fenderl si iscrive al Partito Fascista e fin dal suo arrivo a Roma pensa di trasferirvisi stabilmente. Nel 1922 compera alcune proprietà a Roma tra il ponte Cavour e la Passeggiata di Ripetta per edificarvi un suo nuovo edificio del quale sono pervenuti i disegni di progetto ed un’ampia documentazione sulla vertenza intercorsa tra l’ingegnere e il Comune di Roma per il risarcimento dei danni di esproprio della proprietà, a seguito della Variante del Piano Regolatore del 1925-26.
L’ing. Ettore Fenderl vedrà nel 1937 risolta la sua vertenza con la liquidazione dei beni espropriati e con l’acquisto nel 1936 delle proprietà a Vittorio Veneto sembra esaurita la sua attività ‘’pubblica’’. Infatti chiamerà ‘’la tana’’ i luoghi e i fabbricati alle pendici del Monte Altare, al di là della stazione ferroviaria di Vittorio Veneto, oggi definita nel complesso Area Fenderl.
Tra i ‘’piccoli miracoli’’ che il Fenderl si accredita ve ne è uno definito da lui stesso ‘’ di previdenza storica’’; riportiamo la didascalia che accompagna una fotografia del marzo 1938, che lo vede passeggiare con l’onorevole Pitacco a Roma presso la Porta Pinciana:
FENDERL A PITACCO: Aprimi la strada a Mussolini; voglio dirgli: Non mettete a repentaglio la vittoria incruenta conseguita contro 52 nazioni; non attaccate il vostro carro di trionfatore al carretto di Hitler che appena si mette in movimento; dichiarate invece altamente che l’Italia è satura ed anzi invita i popoli a partecipare al lavoro delle sue colonie; soltanto così la vostra opera sarà coronata ed imperitura – e la pace assicurata.
PITACCO: Non posso farti arrivare a lui e, se mai tu ci riesci, ti manda al confino.
FENDERL: Dal confino si ritorna. Devo tentare di fargli evitare una guerra di dieci anni. Fa che gli parli:
Non ne fece niente – e vennero il 3 Settembre 1939, il 25 Luglio 1943, l’8 Settembre 1943 e lo sfacelo dell’Europa.
Nel 1950 istituisce l’Ente morale ‘’Fondazione Flavio ed Ettore Fenderl’’ con lo scopo di ‘’salvare malati poveri cui sia stata diagnosticata prossima la morte per difetto di particolari farmaci o di particolari terapie o di particolare assistenza’’ (testamento pubblico 01/01/1964). La fondazione porta il nome anche del figlio Flavio, nato a Vienna il 7 maggio 1896 e morto a Vittorio Veneto il 25 giugno 1979. Fu a lungo ricoverato presso l’Ospedale Psichiatrico di S. Niccolò a Siena e tornerà a vivere con il padre solo nel 1960. In occasione del ritorno del figlio scriverà in una didascalia ad una sua fotografia, che lo vede ritratto su un pontile al lido di Venezia, ‘’Dal 4 Agosto 1960, a 99 anni di età, Non più Solo al Mondo’’.(Storie di piccoli e grandi miracoli, 1960).
Da febbraio ad agosto 1944 fu Commissario Prefettizio dell’Azienda Tramviaria Municipalizzata di Vittorio Veneto.
Ettore Fenderl muore nel 1966 il 23 novembre all’età di 104 anni.
Presso il cimitero di Sant’Andrea a Vittorio Veneto è visitabile il suo ‘’Tablino tombale’’, progettato nel 1945 e fatto erigere nel 1952 nel quale è stata riposta anche una lapide con l’iscrizione delle sue opere e invenzioni.

 

a cura dell’arch. Luis Piai
Vittorio Veneto, 10 Marzo 1999